Carriera

E' uno dei pallavolisti più amati nel panorama mondiale, è nato a Spoleto ma il suo cognome e il suo soprannome (lo Zar), non tradiscono le sue origini russe.Ivan Zaytsev, dopo aver vinto il triplete con la Sir Safety Conad Perugia (Scudetto, Coppa Italia e Supercoppa) ha deciso di cambiare aria, sposando la causa del Modena Volley di Julio Velasco, con cui ha subito vinto la Del Monte Supercoppa.Il classe '88 ha lo sport nel sangue, essendo figlio d'arte: il padre è l'ex pallavolista sovietico Vjaceslav Zajcev, la madre l’ex nuotatrice Irina Pozdnjakova.Durante l'infanzia ha seguito il padre in giro per il mondo, ma dall'età di 10 anni si stabilisce con la famiglia in Italia. La sua carriera inizia nelle giovanili del Perugia Volley, squadra in cui inizierà come palleggiatore e dove resterà a lungo prima di provare altre esperienze. Con la società umbra, però, il rapporto è talmente speciale da farlo tornare nel 2016.L'avventura con la Nazionale italiana, per Zaytsev, è iniziata nel 2008: dopo aver ottenuto la cittadinanza italiana, infatti, lo schiacciatore viene convocato, conquistando subito i Giochi del Mediterraneo. Nel 2011 conquista la medaglia d'argento ai Campionati Europei, l'anno successivo prende parte alla sua prima Olimpiade (Londra 2012), dove sale sul terzo gradino del podio. Da annoverare anche il bronzo in World League nel 2013 e nel 2014. Nel 2016, inoltre, contribuisce a trascinare l'Italia in zona medaglia alle Olimpiadi di Rio de Janeiro. Non riesce a fare altrettanto nel Mondiale di casa nel 2018, dove gli azzurri non riescono ad arrivare in semifinale nonostante l'ultima vittoria per 3-2 contro la Polonia. A condannare la nazionale di Blengini lo 0-3 contro la Serbia nella prima partita del girone.

Il meglio di Zaytsev

Lo Zar in campo è un giocatore terribilmente efficace: le sue schiacciate e i suoi servizi raggiungono velocità impressionanti. Secondo i calcoli elettronici, la sua battuta ha raggiunto la velocità record di 127 km/h nella semifinale dei Giochi Olimpici di Rio de Janeiro del 2006 contro Gli Usa. Purtroppo per lui e per l'Italia, in finale è arrivata la sconfitta contro il Brasile per 3-0. Nel 2017 è uscito un libro biografico, “Mia. Come sono diventato lo zar fra pallavolo e beach volley, amore e guerre”, in cui racconta la sua storia dentro e fuori dal campo. Oltre alla sua bravura in campo, tra gli elementi che hanno contribuito a far considerare Zaytsev un giocatore unico sono i diversi tatuaggi che presenta il suo corpo (il primo a 19 anni), ognuno dei quali racconta un pezzo della sua vita. A tal proposito, il celebre pallavolista ha raccontato molti dei significati legati ai suoi tatutaggi nel docufilm incentrato sulla sua figura, “Ivan, lo zar della pallavolo”. “Sono fatto di vita e di inchiostro”, ha dichiarato Zaytsev. Non ha mai nascosto di aver ricevuto un'educazione sportiva molto forte, a tratti opprimente, che però lo ha portato ad alzare sempre l'asticella fino ad arrivare ai livelli che ormai tutto il mondo conosce.